Nasce a Torrita di Siena il 21 maggio 1909. Fin da ragazzo viene chiamato il Bronza o bronzone per l'altezza e la voce risonante che ha modo di esibire nel coro parrocchiale con i suoi assolo.
Cantando durante un matrimonio viene notato da un esperto presente fra gli invitati che gli procura un'audizione all'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Superata l'audizione viene indirizzato dal Maestro Umberto ferraresi per lo studio del canto.
Nel 1935 ottiene i primi successi in alcuni concerti a fianco di nomi famosi come la Caniglia, la Pederzini, Stracciari e Benvenuto Franci. Nel marzo del 1935 debutta al teatro di Castelfiorentino con la Favorita, ottenendo un grande successo. Da li le prime scritture iniziando nel 1936 la serie dei debutti nei teatri importanti: il Barbiere ed Aida al teatro Reale dell'Opera di Roma, la Bohème al Lirico di Milano, La Turandot al San Carlo di Napoli.
Debutti ed Opere di una serie lunghissima. Giulio Neri rappresenterà quasi interamente il suo repertorio del poderoso Wagner, affrontato per la prima volta nel 1938 con L'oro del Reno, La Walkiria, Sigfrido ed il crepuscolo degli Dei.
Dopo questi spettacoli Giulio Neri viene consacrato come un interprete imprescindibile per il Wagner in italiano, ottenendo lusinghiere recensioni. "Giulio Neri diede alla parte di Unding tutta la voluta selvaggia rudezza e cantò con bella e poderosa voce" (De Nemethy, Grahl, Gobbi, dir. Serafin).
Proseguono i debutti che lo portano anche all'estero , con tournée in Egitto, Spagna, Portogallo, Inghilterra e Francia.
Chiude la carriera nel suo teatro per eccellenza, l'Opera di Roma. Canta in Norma il 4 gennaio 1958 con la Callas, nella serata - ormai famosa per l'interruzione dopo il primo atto - alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
Nonostante il male lo avesse aggredito, riceve i favori della critica "Giulio Neri con la sua splendida ed inconfondibile voce di basso , con l'autorità della sua arte, ha saputo scolpire il personaggio con autentico ed ammirevole canto da artista" .
Morirà il 21 aprile del 1958.
Di lui restano registrazioni in disco e per la radio, che però non gli rendono la giusta testimonianza data la possanza e la qualità della voce. Una voce da basso profondo , nera , di grande spessore e potenza da ricordare le canne d'organo che però riusciva a modulare per personaggi più leggeri. Non affidava le sue interpretazioni solo all'opulenza della voce, studiava a fondo il personaggio curando anche l'aspetto visivo con appropriate truccature. Ebbe l'intelligenza di scegliersi un repertorio confacente alla sua vocalità ed alle sue attitudini di attore. Giulio Neri è stato particolarmente grande anche nel fare emergere personaggi che per la brevità della parte sono considerati di secondo piano, mentre con lui sono diventati protagonisti.
Anche nelle sue opere desuete o di autori moderni, i personaggi sono particolarmente studiati, raggiungendo anche delle vere creazioni e riconosciuto come "Potente nell'invocazione drammatica e pieno di dolcezza nella preghiera".

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