... Oggi Torrita si presenta come l'evoluzione urbanistica di un castello fortificato, circondato per lunghi tratti dall'antica cerchia muraria risalente al XII secolo, nella quale si aprono ancora le porte d'accesso originarie: Porta Gavina, Porta a Pago, Porta a Sole. Una quarta porta, Porta Nova, fu aperta nel tratto ovest delle mura nell'800.
Cuore del paese è Piazza Matteotti, con l'antica cisterna che un tempo forniva l'acqua a tutto il paese. All'incrocio delle quattro strade che conducono alle porte, la piazza era il fulcro della vita civile e religiosa del paese. Vi si affaccia il duecentesco Palazzo Comunale, antica sede del governo cittadino che staglia verso l'alto la Torre dalla doppia fila di merli che ricorda la Torre del Mangia di Siena. Accanto al Palazzo Comunale sorge il Teatro Comunale degli Oscuri nato per volontà dell'omonima accademia nel XVIII secolo ed all'interno del quale è visibile il busto del celebre cantante lirico Giulio Neri, cui Torrita ha dato i natali nel 1909 e che conserva vivo il ricordo tra i suoi concittadini.
La romanica chiesa di Santa Flora e Lucilla è la più antica entro le mura del castello. Ad una sola navata, con la bella facciata dalla decorazione in laterizio, custodisce al suo interno notevoli opere d'arte, tra le quali la lunetta marmorea a bassorilievo 'Il sangue del redentore' attribuita al Donatello.
Tutto il borgo offre angoli di grande interesse storico ed artistico, a partire dalle antiche porte che si aprono nella cinta muraria completamente ricostruita dall'architetto Baldassarre Peruzzi nel 1528.
Porta Gavina è la più antica e singolare sia per l'architettura che per il portone ligneo del 1200. Si narra che quando i Fiorentini con l'ausilio delle truppe tedesche assediarono Torrita, fu catturata un'anziana donna chiamata Nencia la quale venne obbligata ad inneggiare al Duca di Firenze. Fedelissima della Repubblica di Siena, la donna continuava ad acclamare la Lupa e per questo i soldati, tra molestie ed insulti, le inchiodarono le mani ed i piedi alla Porta Gavina. Nencia fino alla morte continuò a gridare "Lupa, Lupa" ed i Torritesi in ricordo del suo gesto eroico e della devozione alla Reppubblica di Siena, le hanno intitolato la Via della Lupa, dalla quale si può ammirare una splendida vista della Valdichiana, fertile pianura, una volta palude, bonificata da Leopoldo II di Toscana ad opera dell'architetto Fossombroni.
Porta a Pago si apre sul lato nord delle mura. Il suo nome viene fatto risalite al 'pagum' l'antico villaggio che sorgeva sulla collina antistante, altre fonti lo riconducono al punto di sosta per il pagamento del dazio per l'arrivo delle merci al paese.
Per uscire dalla cinta muraria si arriva alla Porta a Sole, ove sorsero le prime case di legno abitate dalle famiglie dei soldati preposti alla difesa del Castello. Davanti al visitatore si apre lo spazio del 'Gioco del Pallone' luogo di ritrovo per i giocatori di tamburello e teatro della corsa del Palio dei Somari. In fondo al 'Gioco', come comunemente viene denominato lo spiazzo, si erge nella sua purezza il piccolo oratorio della Madonna delle Nevi costruito nel 1525 in onore di Maria, allorché una grave pestilenza afflisse la Comunità.
Il fascino del paese è comunque dappertutto per coglierlo basta camminare senza fretta e senza meta, percorrendo le strade fiancheggiate da antichi edifici, la cui quiete è resa ancora più piacevole dai profumi della cucina, di cui le massaie torritesi tramandano la tradizione.